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Questa piattaforma serve per discutere sulla Costituzione, sulla revisione che il governo ha imposto e sulle alternative che potremmo avere di fronte.

La Costituzione della Repubblica italiana nasce da una grande partecipazione popolare. Dopo la lotta di un popolo per la propria liberazione, tutte le cittadine (per la prima volta) e i cittadini partecipano il 2 giugno 1946 a un doppio appuntamento elettorale (un election day, si direbbe oggi): il referendum istituzionale per la scelta tra la Monarchia e la Repubblica e l'elezione dell'Assemblea costituente. Alle urne si reca oltre l'89% degli aventi diritto (una percentuale oggi inimmaginabile, visto che alle ultime elezioni nazionali - le europee del 2014 - è andato a votare il 57% degli aventi diritto). Nel referendum vince la Repubblica e l'Assemblea costituente vede protagonisti i grandi partiti antifascisti di massa assieme a illustri esponenti della tradizione azionista e liberale. L'incontro proficuo delle grandi culturesocialista cristiano-democratica, liberale e azionista, largamente rappresentative degli elettori che in quei partiti militavano e credevano profondamente, ha dato luogo a una Costituzione tra le più avanzate del mondo: una Costituzione presbite, diceva Calamandrei (lo stesso che invitava a tenere i banchi del governo sgombri quando si discute di Costituzione).

Ecco, questo spirito costituente, così largo e partecipato, non ha avuto mai più seguito, in particolare nelle numerose occasioni in cui la Costituzione è stata sottoposta a tentativi - malriusciti anche quando portati a termine - di cambiamento. E in particolare è mancato durante tutto il dibattito che sta conducendo all'approvazione della revisione costituzionale promossa e sostenuta dal governo in carica (e del resto è insito in una proposta proveniente dal governo l'assenza di uno spirito costituente). Ecco, noi riteniamo che, al contrario, una revisione costituzionale ampia e impegnativa avrebbe avuto bisogno di un grande dibattito parlamentare e anche pubblico e che si sarebbe dovuta portare avanti soltanto con un'ampia convergenza. Per questo iniziamo da qui, mettendo a disposizione questo spazio che apre la partecipazione e la discussione a tutti, come recentemente avvenuto in Islanda.

Immetteremo materiali, articoli, interviste e proposte, complessive e di singoli articoli. Su tutto questo crediamo utile aprire anzitutto una discussione che ci porti a votare nel referendum costituzionale in modo consapevole. Perchè ciò che riteniamo più grave è che, dopo avere ignorato tutte le posizioni che emergevano dagli elettori e dai loro rappresentanti, si possa credere (o far credere) di recuperare il coinvolgimento del popolo costringendolo a un voto unico (un plebiscito), su oltre quaranta articoli (male scritti) della Costituzione, la cui modifica non è mai stata spiegata da nessuno. Con un prendere o lasciare basato su qualche slogan di approssimativo cambiamento ormai interpretato come una modifica qualunque.

La nostra contrarietà al progetto governativo, non vuole essere un semplice NO, a prescindere, ma nasce da un giudizio motivato, da cittadini consapevoli, che intendiamo condividere con tutti, passando, appunto, dal NO al NOi.

PER LA DISCUSSIONE E PER UN VOTO CONSAPEVOLE AL REFERENDUM COSTITUZIONALE


Il senso della Costituzione

Discorso sulla Costituzione di PIERO CALAMANDREI, 26 gennaio 1955



Un'altra costituzione è possibile

10 ragioni per chi vuole riforme ragionate e non plebiscitate - di Gianfranco Pasquino



 

Una riforma puntuale, condivisa e democratica

Dopo tre anni di analisi e di proposte, il documento sottoscritto da Gianfranco Pasquino, Andrea Pertici, Maurizio Viroli e Roberto Zaccaria.


Le nostre proposte

La proposta complessiva di riforma costituzionale

La proposta per la partecipazione


La proposta in corso di approvazione a cui diciamo NO

PARTECIPA

La questione dei tagli

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I contributi degli esperti nel dibattito pubblico

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Gli approfondimenti dei costituzionalisti

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